Viva la Crisi

6 12 2008

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Da un pò di tempo a questa parte la parola che riecheggia di più in tutte le discussioni, i giornali, i reportage è solo una: CRISI.
La grande catastrofe sta arrivando, il giudizio universale è vicino, questa parola scatena polemiche e discussioni, summit di importanza mondiale e tanto disagio e malessere, ansia oserei dire, e per finire un senso di instabilità permanente, che detto così sembrerebbe solo un gioco di parole. Le cose sicure e stabili a me non sono mai piaciute particolarmente e forse non ci ho fatto mai tanto affidamento (perchè tanto sicure poi alla fine non sono mai)…. Quindi, attirandomi le antipatie di molti, voglio affermare: VIVA LA CRISI. Era necessaria ed inevetabile, stava li dietro l’angolo, aspettando il momento giusto per uscire allo scoperto, e quando non ne ha potuto di attendere (tanto veniva fatto per ricacciarla indietro) eccola là che spunta fuori. Non sono esperto di economia (nè macro nè micro) ma non mi sembra giusto dire che non poteva succedere altrimenti e che se non oggi, magari domani le cose sarebbero andate così. Un sistema economico costretto a crescere sempre a ritmi vertiginosi, consumi sempre più elevati (sia da parte di chi può permetterselo sia da parte dei piccoli consumatori costretti a vivere al limite per telefonini e mutui), operazioni commerciali ‘governate’ da multinazionali sempre più potenti ed interessi nazionali ed internazionali, sfruttamento delle zone povere del mondo, petrolio sempre più caro e necessario, esaurimento delle risorse naturali, inquinamento che rischia di far precipatare la situazione ambientale in un baratro senza ritorno, dipendenza energetica, invasione di zone considerate dei grandi pozzi, surriscaldamento della temperatura globale del pianeta, rifiuti prodotti sopra ogni limite, mancanza d’acqua e cibo in alcune zone del mondo… compensati da sprechi dell’altra parte del mondo, instabilità politica-sociale e culturale etc……….
Potrei stare ore ad elencare i sintomi di questa malattia, ma se si esaminano attentamente non ci vuole molto a dire che c’era da aspettarselo e forse ben venga…. forse apriremo gli occhi sui nostri meccanismi inceppati, forse ci renderemo conto di quanto la nostra visione della realtà sia distorta, quanto consideriamo il benessere sfrenato ‘naturale’ ed ‘ovvio’, quando invece non parliamo d’altro che di allucinazioni che sono diventate troppo reali e necessarie, dagli anni ’60 in poi , con il boom economico si sono create queste necessità che si sono radicate in noi, nei nostri costumi fino a essere considerate la normalità. Il mercato è saturo, ormai da tempo, i cosumi troppo elevati, il nostro pianeta non può sopportali ancora per molto, ma tutto questo non ci sfiora, siamo troppo attacati alle nostre convizioni, vendere, produrre, distruggere, fregarsene di cosa sta accadendo alle popolazioni povere e all’ambiente (magari per natale facciamo qualche donazione e ci puliamo la coscienza) … basta voltarsi. Forse gli ingranaggi che facevano lavorare questo meccanicanismo ora girano troppo veloci e sono ormai arrugginiti col tempo, per questo si stanno inceppando da soli, anni di guadagni sfrenati e soldi facili stanno crollando su stessi come in un palazzo a cui si vuole aggiungere un piano sopra l’altro incessantemente…. alla fine è normale che collesserà su stesso.

La crisi è il campanello d’allarme che un cambiamento è diventato ormai necessario, produrre in modo ecocompatibile ed utilizzando materiali naturali e riciclati, (possibile che le grandi aziende e la ricerca non riescano a fornirci gli strumenti per vivere bene senza autodistruggersi o forse fare un passo alla volta significa allungare i tempi ma aumentare i guadagni, per ogni step di ecocompatibilità viene prodotto e venduto qualcosa di nuovo), ridurre i rifiuti, ridistribuire la ricchezza, non esaurire le risorse naturali ed avere rispetto di tutte le forme viventi, reimpostare il sistema economico, ridurre la pressione ed il consumo imposto dalle multinazionali e dalle grandi potenze….. e così via…… Non voglio tornare all’età della pietra, mi piacciono le comodità e le possibilità che il terzo millenio ci offre,  ma dobbiamo trovare delle soluzioni, fare delle modifiche ad un sistema orami ‘grasso’ ed ‘obeso’ che noi ed il nostro pianeta non riusciamo più a ‘digerire’, uno sviluppo giudizioso.

Questa crisi, se si protrarrà, sarà il segnale e forse lo stimolo per farci delle domande e modificare il nostro pensiero, quindi viva la crisi.


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